Superlega o supercazzola?

E’ passato qualche giorno da quando è successo tutto e il contrario di tutto, da quando da pulpiti improvvisati si sono levati ululati e miagolii, ora a bocce quasi ferme (perché non è ancora finita) è forse possibile avere un contorno più netto degli avvenimenti.

Riempirsi la bocca con la parola sport e merito sportivo è forse troppo per il pianeta calcio che da Blatter e Platini in poi é stato sempre più orientato verso il profitto e il business consentendo l’accesso nel pianeta football di fondi di investimento, holding americane , cinesi, arabi, russi, chi con l’intento di garantirsi ritorni economici importanti per gli azionisti, chi di conquistarsi mercati importanti, chi di cercare aperture politiche, chi semplicemente per riciclare il prodotto di ricchezze non proprio trasparenti. E’ evidente che i mecenati non esistono più, oggi personaggi come Viola, Ferlaino, Moratti,Rozzi,Berlusconi stesso, e tanti altri, sarebbero visti con compassione, proprietari di club che investivano la loro passione nei club per realizzare spesso loro ambizioni narcisistiche ma senza avere veri ritorni economici .

In tale quadro, non essendo più dei passionali o dei mecenati, ma semplicemente delle strutture d’affari, le varie proprietà hanno come obbiettivo primario i profitti , crollati clamorosamente a causa della crisi sanitaria e della mancata capacità innovativa delle associazioni che vantano il monopolio dell’organizzazione delle manifestazioni e che come tutti i monopolisti hanno profittato, usato ed abusato dei loro clienti, (club calcistici) con politiche demagogiche ed ipocrite, tendenti ad attirarsi le simpatie del consumatore attraverso l’organizzazione di fiere di paese ( Nation league, coppa uefa, coppa del nonno) in cui possono essere previste partite tra Germania e San Marino, tra Real Madrid e Apoel di Nicosia che di spettacolare hanno niente e poiché oggi il calcio è sopratutto industria dello spettacolo e dell’intrattenimento, è necessario richiamare l’interesse degli utenti finali attraverso grandi eventi che possono essere ben organizzati da una confindustria del pallone e non da una cooperativa paesana presieduta dal signorotto di paese (UEFA) . Si deve al signorotto di paese di turno, abbagliato dai petrodollari, se i prossimi Campionati del mondo si svolgeranno in Qatar nel 2022 in periodo natalizio, (per evitare i 50 gradi all’ombra del mese di Giugno) . Inoltre non si vede legittimamente come in un Europa di libero mercato possono essere impedite le organizzazioni di eventi sportivi da parte di organismi esterni alla UEFA che, in un regime di libero mercato, non può avere il monopolio del patrocinio di eventi sportivi, né impedire ai club di essere imprenditori, nel rispetto delle norme economiche Europee. Non può non farci sorridere la minaccia della FIGC di escludere dai campionati i club promotori della superleague che, guarda caso, sono Juve, Milan e Inter che da soli valgono il 50 per cento dell’intera serie A.

Alla fine della storia io mi domando se in un mondo del calcio professionistico organizzato per società per azioni, dove il fine societario è economico, e dove l’80 per cento delle società soffre di sovraindebitamento, i club calcistici della serie A possano seriamente rinunciare all’apporto economico in termini di fatturato di Milan, Juve e Inter o piuttosto le loro proteste non assomiglino piuttosto all’abbaiare di una muta di cani impedita a raggiungere un osso.

Qualche ben pensante obbietterà che in questo modo i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri , ma dimenticano che noi viviamo in una società capitalista.

Nel rugby la super league esiste da anni ( Top 14°), cosi come nel Basket e nessun ululato si è mai levato al cielo. E’ normale che le Federazioni nazionali e la Uefa facciano di tutto per impedire la nascita di una nuova impresa concorrente (la superleague) che inciderebbe in negativo sui loro fatturati ma società (fonte calcio e finanza) indebitate al 30 giugno scorso come l’Inter per 245 milioni, la Juve per 385 milioni, il Milan per 103 milioni e e la stessa Roma5al di fuori per ora dal progetto),per 300 milioni, non rinunceranno alla loro iniziativa tanto facilmente, sopratutto se questa sarà come sembra, apportatrice di ricchezza. No, la partita non è finita, ne vedremo delle belle.

Autore: dauphin72000

Un po' poeta,un po' navigatore, un po' viaggiatore, molto legato alla mia terra e alla sua storia, con uno stato dell'animo che è perennemente presente....la napoletanità.

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