La Bretagna, la cassaforte dei Celti, terra di navigatori e culla della storia

I Celti, popolo originario di una vasta area  sita tra l'alto Reno e le sorgenti del Danubio, invasero con le loro tribù gran parte del territorio Europeo ,penetrando nelle isole Britanniche , in Francia, in Spagna nell'Italia settentrionale, spingendosi con una loro tribù "i Pentri" sino alla regione del Sannio ove entrarono a far parte del popolo dei Sanniti, rappresentandone la stirpe guerriera , unitamente alle altre tre tribù  (Irpini,i Carricini e i Caudini) di stirpe Italica.
Ma in questa sede non approfondiremo né la storia dei Pentri che arrivarono nel meridione d'Italia  né quella dei Veneti  di Armorica ma parleremo della Bretagna, intesa come ultima frontiera di quel popolo la cui civiltà fu schiacciata dall'arrivo dei Romani da Sud e da quello delle tribù germaniche da Nord e che è ubicata tra Finistère, Cornovaglia, Galles e Irlanda ,ove è ancora parlata la loro lingua e trovano vita le vecchie leggende della tradizione orale tra Brocèlandia ,Merlino, e la mitica Avalon, ma parleremo di questo in un prossimo articolo.
Nell'attuale mi piace presentare quella che è oggi la Bretagna, i suoi boschi, i suoi laghi le sue spiagge che appaiono e scompaiono per una magia compiuta dalla luna quando decide di abbassare o innalzare il livello delle acque del Dio Oceano:una meraviglia, sopratutto per un mediterraneo, come sono, non avvezzo alla maestosità delle grandi maree; che spettacolo, porti come isole di acqua tra distese di sabbia, e il concetto di isola che si trasforma:non una terra emersa ma  una depressione che circonda una  montagna d'acqua. Così appaiono i porti Bretoni durante la bassa Marea, che imprigionano il mare tra dighe e barriere, evitando la loro fuga per consentire alle imbarcazioni discontinuare a galleggiarsi senza abbattersi su di un lato come avviene invece nelle piccole baie protette della zona ove trovano rifugio i tanti dipartisti o marinai locali che il mare lo vivono e lo rispettano.

Le vicende Bretoni hanno origine già nel neolitico e nell’età del bronzo e che per la misteriosa origine delle sue tradizioni sfumano in leggenda che faticosamente si arrampica sui sentieri della storia; i circoli di pietra i dolmen, i menhir sono la storia di quel popolo ma anche quella di popoli lontani migliaia di Kilometri e circondati dal mare, delle tombas de Janas e dei megaliti di Sardegna; e la leggenda narra che popoli di stirpe indoeuropea e di struttura più importante dei Sardi dell’età moderna, al tempo delle grandi glaciazioni, riuscirono a passare dall’Italia alla Sardegna profittando delle terre emerse tra la Toscana, la Corsica e la Sardegna ponendo le fondamenta della civiltà nuragica che, la storia ci dice, fu annientata dalle invasioni dei piccoli e feroci fenici verso il 500 a.c.

Circolo megalitico in Bretagna nei pressi di Karnak

Circolo megalitico a stone henge

Mini transat prima della Transat in solitario

La Bretagna oggi vive nel ricordo delle sue tradizioni e l’attualità delle sue attività quotidiane connesse indissolubilmente al mare. Oltre che terra di misteri, da sempre terra di maghi e di corsari che trovavano rifugio nelle infide acque di Bretagna che, per la forza dei venti e delle correnti, rendono la navigazione difficile per gli stranieri . Terra di velisti che sfidano in solitario le onde e i venti dell’Oceano. A Douernenez nel Finistère ha origine la transat , regata in solitario im minuscole imbarcazioni da 6,50mt. 0 la rotte du RUHM che da San Malò arriva in Guadalupe.

Ingresso cattedrale Quimper
La tradizione di Vanne
Tramonto a Concarneau
France, Finistere (29) Concarneau, la ville close Ville d’Art et d’Histoire, au coucher du soleil

Un giro in giro per la Bretagna vale veramente la pena, e passeggiando nei suoi boschi o lungo le spiagge potremmo immaginare di essere Merlino, Lancilot, Il corsaro Surcouf, un velista solitario che attraversa l’oceano o molto più semplicemente un imperdonabile sognatore.

Autore: dauphin72000

Un po' poeta,un po' navigatore, un po' viaggiatore, molto legato alla mia terra e alla sua storia, con uno stato dell'animo che è perennemente presente....la napoletanità.

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